November 13, 2019
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parlo italiano, mi sento italiano perché
voglio sentirmi italiano. E quando sono lontano dall’Italia, l’Italia
mi manca. parlo italiano, mi sento italiano perché
voglio sentirmi italiano. E quando sono lontano dall’Italia, l’Italia mi manca.
Una volta ero a Parigi, sono andato a trovare mia sorella, e sono rimasto una decina di
giorni e a un certo punto stavo per prendere la metropolitana e ho visto due ragazzi e
ho detto questi sono italiani, mi sono avvicinato, giuro, volevo solo sentirli parlare in italiano,
volevo spiarli. Sono andato dietro di loro, solo per sentire l’italiano, giuro. Poi
a un certo punto mi sono avvicinato ancora di più, erano spagnoli, parlavano spagnolo.
E quel momento, perché l’identità è un sentimento, è un sentimento, non c’entra
niente con la nazione, la patria, è un sentimento personale, un sentimento personale. Se uno
impara una lingua, come l’ho imparata io, come l’ho amata io, il risultato è chiaro:
è solo l’amore, cioè per questo paese, per questa cultura. E poi scrivo in italiano,
ecco perché sono anche italiano. hai mai sperimentato questa contraddizione
tra la cultura dell’Algeria e l’Italia? Grazie per la domanda. Io prima ho usato,
ma anche nel video che avete visto c’è la metafora dell’albero, per cui le radici
sono l’Algeria, le radici sono la mia famiglia. Io non ho mai tagliato, mai, infatti scrivo
in arabo per questo motivo. E vado in Algeria due volte all’anno. Adesso sto scrivendo
in arabo, adesso sto scrivendo un romanzo, scrivo in arabo e poi scrivo in italiano,
però la prima versione è in arabo. Cerco di riconciliare, cerco di fare il mediatore,
tra queste due culture, due paesi. E alla fine, cerco di prendere il meglio. Se c’è
una cosa negativa nella mia cultura di origine, io non la prendo. Io prendo il meglio della
mia cultura di origine e prendo il meglio della cultura italiana. Anche in Italia ci
sono cose buone e cose non buone. Io voglio scegliere il meglio e ho cercato di fare questo.
I miei personaggi anche dai romanzi cercano di fare questo: cercano di prendere il meglio
delle culture che conoscono. E voglio fare questa cosa anche negli Stati Uniti: ci sono
cose buone e ci sono cose non buone. Io voglio prendere le cose migliori. Prendo le cose
migliori della mia cultura algerina, araba, musulmana. Prendo le cose migliori della cultura
italiana. E prendo le cose migliori negli Stati Uniti. Nessuno mi impedisce, nel senso
(che) dipende da me. Per fare questo bisogna essere coraggiosi. Bisogna essere coraggiosi
e non chiusi. E la lingua, vi dico questo – e a Clarissa farà certamente molto piacere
– imparare una lingua, e il caso… l’italiano è una lingua bellissima, è una delle lingue
più belle, è un investimento importantissimo. Tutto il tempo che spendete adesso, forse
i soldi anche, soldi, tempo, non va perso perché io non ho mai incontrato in vita mia,
io ho quarantacinque anni, tra poco quarantasei, non ho mai incontrato in vita mia uno che
mi dice “sai ho imparato quella lingua e mi pento, mi pento”, cioè nessuno, nessuno.
Quindi una lingua, quando uno impara una lingua, fa un investimento sicuro. Adesso sto parlando
come i banchieri. .

Robin Kshlerin

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